Il ricambio generazionale e il rafforzamento delle imprese agricole rappresentano una priorità strategica per lo sviluppo del settore primario italiano. In questo contesto si inserisce la misura “Più Impresa”, gestita da ISMEA, che prevede mutui agevolati a tasso zero e contributi a fondo perduto per sostenere l’autoimprenditorialità giovanile e femminile in agricoltura.
Con il Decreto Interministeriale del 23 febbraio 2024, sono stati definiti criteri e modalità operative per l’accesso alle agevolazioni. Vediamo insieme i punti fondamentali.
Finalità della misura “Più Impresa”
L’obiettivo principale di Più Impresa è duplice:
- Favorire il subentro di giovani e donne nella conduzione di aziende agricole esistenti, incentivando il ricambio generazionale;
- Sostenere l’ampliamento e lo sviluppo di imprese agricole già operative, attraverso investimenti strutturali, tecnologici e produttivi.
Le agevolazioni sono valide su tutto il territorio nazionale e si rivolgono a imprese agricole operanti nella produzione primaria, nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e, in parte, nella diversificazione del reddito agricolo.
Subentro e ampliamento: le due tipologie di intervento
Subentro
Il subentro consiste nella cessione dell’intera azienda agricola da un’impresa cedente a una nuova impresa beneficiaria. Il trasferimento deve essere completo, includendo terreni, beni, attrezzature, titoli AGEA e diritti di produzione. Non sono ammesse cessioni parziali.
L’impresa subentrante deve essere amministrata interamente da giovani o donne, senza che il cedente mantenga alcun potere di gestione. La cessione deve avvenire entro tre mesi dalla delibera di ammissione alle agevolazioni e può essere a titolo oneroso o gratuito.
Ampliamento
L’ampliamento riguarda invece imprese agricole già esistenti e operative da almeno due anni. L’intervento deve mirare al miglioramento, ammodernamento o consolidamento dell’attività aziendale. La misura non è destinata a imprese in fase di avviamento.
Requisiti di accesso e cause di esclusione
Possono accedere alle agevolazioni le PMI agricole, in qualsiasi forma giuridica, purché:
- svolgano esclusivamente attività agricola ai sensi dell’art. 2135 c.c.;
- siano a prevalente partecipazione giovanile o femminile;
- siano amministrate da un imprenditore agricolo professionale (IAP) o coltivatore diretto.
Sono previste condizioni specifiche per subentro e ampliamento, mentre sono escluse le imprese in difficoltà finanziaria, con irregolarità bancarie, contributive o antimafia, o che abbiano già beneficiato della stessa misura in passato.
Investimenti ammissibili
Sono ammessi investimenti fino a un massimo di 1.500.000 euro (IVA esclusa), da realizzare nei settori della produzione agricola, trasformazione, commercializzazione e, in parte, diversificazione del reddito.
Gli investimenti devono:
- perseguire almeno uno degli obiettivi previsti dal Decreto;
- non essere avviati prima della presentazione della domanda;
- essere realizzati sui terreni oggetto di subentro o ampliamento.
Alcune fra le spese ammissibili:
a) opere agronomiche e di miglioramento fondiario;
b) opere edilizie per la costruzione ed il miglioramento di beni immobili;
c) oneri per il rilascio della concessione edilizia;
d) acquisto di macchinari ed attrezzature nuovi di fabbrica compresi impianti ed allacciamenti;
e) beni pluriennali come costi di acquisto e di sviluppo o diritti d’uso di programmi informatici, cloud e soluzioni simili e acquisizione di brevetti, licenze, diritti d’autore e marchi commerciali, acquisto di piante pluriennali;
Agevolazioni concedibili
Il sostegno finanziario si compone di:
- Mutuo agevolato a tasso zero, fino al 60% delle spese ammissibili;
- Contributo a fondo perduto, fino al 35% delle spese.
Il mutuo non può essere inferiore al contributo a fondo perduto. L’importo massimo dell’agevolazione è pari a:
- 600.000 euro per la produzione agricola primaria;
- 300.000 euro per la diversificazione del reddito.
Le agevolazioni sono cumulabili con altri aiuti pubblici, nel rispetto dei limiti sugli aiuti di Stato e del divieto di doppio finanziamento.
Mezzi propri e garanzie
L’impresa beneficiaria deve coprire con mezzi propri o finanziamenti privati la parte di investimento non agevolata, inclusa l’IVA.
È inoltre obbligatorio fornire garanzie pari al 100% del mutuo concesso, sotto forma di:
- ipoteca di primo grado su beni immobili;
- fideiussione bancaria o assicurativa.
Sono richieste anche specifiche polizze assicurative sui beni agevolati e su quelli concessi in garanzia.
Procedura di accesso: sportello ISMEA
La misura opera con procedura valutativa a sportello, secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande.
Il processo si articola in tre fasi:
- Registrazione dell’utente sul portale ISMEA;
- Preconvalida della domanda, durante un periodo dedicato;
- Presentazione definitiva, con utilizzo del codice di preconvalida.
Solo la data e l’ora di presentazione finale determinano la priorità in istruttoria.
Domanda e istruttoria
La domanda deve essere presentata esclusivamente online e corredata da un’ampia documentazione, tra cui:
- studio di fattibilità;
- preventivi di spesa;
- documenti catastali e urbanistici;
- dichiarazioni antimafia e autocertificazioni.
L’istruttoria ISMEA verifica requisiti, sostenibilità economico-finanziaria, congruità degli investimenti e adeguatezza delle garanzie. Il procedimento si conclude entro sei mesi, salvo sospensioni per richieste di integrazione.
Erogazione, SAL e monitoraggio
Le agevolazioni sono erogate per stati di avanzamento lavori (SAL), fino a un massimo di:
- 3 SAL per investimenti fino a 500.000 euro;
- 5 SAL per importi superiori.
Il progetto deve essere completato entro 12 o 24 mesi, con possibilità di proroga. ISMEA effettua controlli documentali e sopralluoghi per verificare la corretta realizzazione degli investimenti.
Dopo la conclusione, l’impresa è soggetta a vincoli e obblighi di monitoraggio per almeno cinque anni, e fino all’estinzione del mutuo.
Conclusione
La misura Più Impresa ISMEA rappresenta un’opportunità concreta e strutturata per giovani e donne che vogliono investire in agricoltura, subentrando in aziende esistenti o rafforzando realtà già avviate. Tuttavia, la complessità normativa e procedurale richiede una attenta pianificazione e una corretta gestione della domanda.
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